Parlando con un’insegnante di scuola elementare mi è venuto in mente di mettere a confronto mappe mentali e mappe concettuali. Spesso si confondono ma sono due modi di rappresentazione dei concetti completamente diversi.

Le mappe concettuali sono nate nel 1970 da una teorizzazione di Joseph Novak e  servono per rappresentare in un grafico le mappe concettuali brain up1proprie conoscenze intorno ad un argomento specifico. Ciascuno è, quindi, autore del proprio percorso conoscitivo all’interno di un contesto. Nella rappresentazione originale le caratteristiche essenziali di una mappa concettuale sono le seguenti:

  • è costituita da nodi concettuali, ciascuno dei quali rappresenta un concetto elementare e viene descritto con un’etichetta apposta ad una sagoma geometrica;
  • i nodi concettuali sono collegati mediante delle relazioni di tipo connessionista: in genere vengono rappresentate come frecce orientate e dotate di un’etichetta descrittiva (in genere un predicato);
  • la struttura complessiva è di tipo reticolare (che quindi potrebbe non presentare un “preciso punto di partenza”).

E non sarebbe quasi nulla di diverso dalle mappe mentali, che noi amiamo tanto!  🙂

mappe concettuali brain up2Gli  accorgimenti per realizzarle sono ciò che differenzia mappe mentali e mappe concettuali, e sono:

-individuare chiaramente la “domanda focale”, ovvero il tema che si sta descrivendo e che circoscrive l’ambito di analisi;

-svilupparla per quanto possibile dall’alto verso il basso, considerando le relazioni trasversali una eccezione;

-adottare una logica di realizzazione di tipo connessionista: prima avviene l’identificazione dei concetti, poi la creazione delle relazioni associative tra di essi;

-riuscire a collegare i diversi argomenti in modo chiaro e corretto.

Le mappe mentali invece sono una forma di rappresentazione grafica del pensiero teorizzata dall’inglese Tony Buzan,  a partire da alcune riflessioni sulle tecniche, molto personali, per prendere appunti. Sono relativamente recenti e sono state per qualche tempo relegate al campo dei “creativi”. Le mappe mentali (mind maps), rispetto alle mappe concettuali, si differenziano sia per la strutturazione, sia per il modello realizzativo, sia per gli ambiti di utilizzo.

Le mappe mentali hanno una struttura gerarchico-associativa. Questo significa che sono solo due le tipologie di connessioni che mappa mentale brain up 2possono essere create:

  • gerarchiche (dette anche rami) che collegano ciascun elemento con quello che lo precede
  • associative (dette anche associazioni) che collegano elementi gerarchicamente disposti in punti diversi della mappa.

La struttura portante di una mappa mentale è sempre gerarchica; le relazioni associative aiutano ad aumentarne l’espressività, evidenziando la presenza di legami trasversali mediante frecce. Essendo gerarchica, la mappa mentale ha necessariamente anche una geometria radiale(che quindi dal centro si propaga verso l’esterno): all’elemento centrale troviamo collegati degli elementi di primo livello, ciascuno dei quali può essere collegato con elementi di secondo livello e così via. In genere la disposizione grafica degli elementi è a raggiera, ma è possibile estendere queste considerazioni anche ad altre forme di connessione, come quella a spina di pesce oppure ad albero. La forma a raggiera della mappa deriva dal fatto che essa è la “rappresentazione grafica della rete neuronale” che abbiamo nel nostro cervello. La mappa mentale è uno strumento creativo, utile alla memorizzazione e all’annotazione in chiave personale. Proprio perchè la mappa mentale è personale possono essere inserite immagini, colori, foto ecc. che aiutano la memorizzazione ed il ricordo.

mappa mentale brain up 3Il modello realizzativo delle mappe mentali è essenzialmente associazionista: si procede inserendo e ricombinando dinamicamente gli elementi nella mappa, utilizzando una struttura gerarchico-associativa e applicando il processo di associazione mentale.  Tra i vari elementi della mappa non vi è un vincolo di inclusione: per esempio, se il punto di partenza fosse il “cinema”, potrei pensare al “tempo libero” come elemento di primo livello, ma se partissi dal “tempo libero” potrei tranquillamente associargli al primo livello il “cinema”, rispettando comunque il principio associazionista.

La grande differenza tra mappe mentali e mappe concettuali è che le concettuali sono impostate secondo un modello connessionista (sono previsti due momenti distinti: quello dell’individuazione dei concetti e quello della loro combinazione), mentre nelle mentali questa separazione tra concetto e connessione non è così netta. Infine le mappe concettuali si differenziano per il loro orientamento spiccatamente cognitivo, che le rende particolarmente utili in contesti quali la gestione della conoscenza, la formazione, la risoluzione di problemi, l’apprendimento, nel linguaggio, del giusto ordine dei componenti di una frase. Al contrario le mappe mentali, maggiormente orientate all’ambito creativo, sono utilizzate in chiave evocativa ed emozionale sempre per apprendimento e conoscenza.

E’ importantissimo imparare ad usare al meglio questo strumento così particolare e potente ed apprendere ciò che le mappe mentali e mappe concettuali possono darti come “plus-valore” sia in ambito scolastico che in ambito lavorativo. Se vuoi saperne di più i nostri corsi sono a tua disposizione, chiedi informazioni a info@brainup.it oppure frequenta il nostro corso in Tecniche di Apprendimento Rapido, in cui insegneremo anche la tecnica delle mappe mentali. 

A presto! E buone mappe mentali…  🙂