Cos'è un AbitudineLe abitudini… un mondo di sicurezze che raccontano la nostra storia e come l’abbiamo vissuta. Sono comportamenti, pensieri, emozioni, che si sono creati sulla base di quello che è successo nel passato e che ci ostiniamo a riportare nel presente. Nel qui e ora.

Alcuni di noi se ne accorgono, altri meno, altri un po’ e un po’. Alcuni ne vengono soffocati, altri ne vengono premiati, alcuni le trasformano in qualcosa che comporta una dipendenza non solo fisica, ma identitaria. Non si riconoscerebbero nemmeno più nel caso le cambiassero.

Alcune si perpetuano nel tempo, si rafforzano, si radicano… alcune invece si diradano misteriosamente negli anni lasciando solamente un vago ricordo di quello che è stato e del bisogno che soddisfavano.

Il punto è… Da dove nascono le abitudini? Perché ne siamo circondati?

La psicologia negli anni ha dato una spiegazione coniando il termine di schema cognitivo. Succede così: assistiamo a un evento traumatico, spesso accaduto nell’infanzia, e da li lo rivivremo in maniera talmente profonda, da autocrearci delle vere e proprie punizioni o premi condizionati.

E da lì cominciamo a credere di avere il diritto di essere apprezzati, di essere amati, solo in particolari condizioni:

  • essere amati solo se si è perfetti
  • essere amati solo se non si fanno errori
  • essere amati solo se si è sempre sicuri di sé e se non si prova paura
  • avere valore solo se si vince.

Questi sono solo alcuni  esempi di quello in cui crediamo.

E si creano così pensieri, emozioni e comportamenti che hanno come unico obiettivo di confermare quello in cui crediamo, per preservare quella congruenza e stabilità che strutturano la nostra identità e di conseguenza il modo con cui vediamo la vita.

Questi sono gli schemi, le abitudini: un’insieme di pensieri e azioni, traccia di antiche credenze che caratterizzano la nostra storia.

Alcuni di noi curano maniacalmente l’alimentazione e la forma fisica, alcuni di noi ricorrono alle sigarette per soffocare il disagio, altri di noi costruiscono relazioni morbose, fragili, o futili.

Questo va bene finché delle abitudini non diventiamo schiavi. Finché non cominciano a farci del male.

La consapevolezza e il prenderne coscienza è la chiave, il coraggio è la motivazione per andare oltre.

Per rompere quei precedenti che si ricreano in una sorta di gioco di corsi e ricorsi storici alla Pio Vico.

E il coraggio, che non è l’assenza di paura, ci porta ad agire, anche se si sta tremando di paura, dissolvendo così magicamente quegli che altro non sono spettri che noi stessi abbiamo creato.

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