Qualche cenno storico

Quando il muro di Berlino cadde nel 1989 e quando successivamente crollò l’Unione Sovietica nel 1991, si venne a scoprire che gran parte delle spie in servizio nei paesi dell’ex blocco comunista per le tre maggiori agenzie di sicurezza degli Stati Uniti (CIA, DIA e NSA) facevano in realtà il doppio gioco e quindi parte delle informazione su cui gli Stati Uniti avevano basato le proprie informazioni erano quantomeno fuorvianti, se non totalmente errate.

Bernand Madoff, banchiere truffatore

Bernand Madoff

Per non parlare del caso di Bernard Madoff, una delle più grandi truffe del mercato azionario statunitense, in cui con una semplicissima ed efficientissima strategia si riuscirono a frodare le più importanti banche e fondi d’investimento oltre che la SEC, l’agenzia deputata a controllare il buon funzionamento dei meccanismi di mercato.

E infine, ultimo aneddoto: Neville Chamberlain, primo ministro inglese tra il 1937 e il 1940, visitò più volte Adolf Hitler per cercare di capire le sue vere intenzioni e ne ebbe sempre impressioni molto positive. In particolare dopo la conferenza di Monaco del 1938, Chamberlain fu accolto come un eroe al suo ritorno in Gran Bretagna, convinto che Hitler avrebbe mantenuto la propria promessa di non avere altre mire espansionistiche. Inutile dire che ciò era solo una grande bugia, dato che già nella primavera del 1939 venne occupata tutta la Cecoslovacchia e il 1 settembre avvenne l’invasione della Polonia, evento che sancì l’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Qual è il fil rouge che collega tutti queste storie e il motivo per cui te le ho raccontate?

Fil rougeCome avrai immaginato, per compiere questi atti, sono stati necessari non solo persone che raccontassero bugie, ma anche persone che ci credessero e che si fidassero.

Ma com’è possibile che fossero tutti così ingenui?

Non stiamo parlando di sprovveduti, parliamo di persone che avevano anni di esperienza alle spalle e addirittura il cui lavoro, nel primo caso, era individuare persone che mentivano!

Nel corso della storia dell’evoluzione umana, è diventato sempre più necessario cooperare con le altre persone, sapendo che alcune avrebbero potuto mentire. Tuttavia se dubitassimo sempre di ciò che ci dice il nostro interlocutore, i costi sarebbero insostenibili. Pensate cosa succederebbe se ogni volta che qualcuno vi dice qualcosa, controllaste nel minimo dettaglio che vi stesse dicendo la verità oppure se al minimo dubbio di menzogna, iniziaste ad indagare.

TDT (Truth-Default Theory)

Partendo da delle osservazioni che mostravano come le persone fossero bravissime a identificare le persone che dicono la verità e pessimi nell’individuare quelle che mentono, Timothy Levine, uno dei più importanti ricercatori nel campo della comunicazione, ha sviluppato la Truth-Default Theory o TDT (teoria del default sulla verità). Secondo questa teoria, le persone inizialmente confidano nel fatto che l’interlocutore stia dicendo la verità e solo successivamente, quando viene raggiunto un certo livello di incongruenze, si smette di trovare una giustificazione degli eventi e si capisce che l’altra persona è un bugiardo.

C’è un metodo per riuscire a capire facilmente se una persona è incongruente o meno? Nonostante ci affidiamo per la maggior parte al linguaggio verbale, il linguaggio non-verbale ha un ruolo fondamentale, se non addirittura preponderante, nella comunicazione.

Paul Ekman e la serie Lie To Me

Paul Ekman, celebre psicologo, ha individuato nel corso dei suoi studi 6 emozioni universali (felicità, rabbia, disgusto, paura, tristezza e sorpresa) che si ripropongono uguali nelle diverse etnie umane.

Per poter quindi fare in modo di riuscire a capire ciò che intende veramente il nostro interlocutore ed eventualmente individuare anche delle incongruenze prima di essere colto di sorpresa ed andare incontro a delle possibili grosse delusioni.

Il grande interesse per questo argomento ha portato a girare tre stagioni della serie tv Lie to Me (disponibile su Amazon Prime) in cui il protagonista Cal Lightman (interpretato da Tim Roth) è un investigatore specializzato appunto nel linguaggio non verbale. Questa sua abilità gli permette quindi di risolvere casi estremamente complessi, osservando nanosecondo per nanosecondo qualsiasi movimento dei sospettati.

Nel corso della serie vengono inoltre introdotti alcuni movimenti classici, come la ritirata gestuale, in cui l’interlocutore incrocia le braccia e fa un passo indietro, indicando quindi che non crede in ciò che dice e che quindi sta mentendo. Oppure lo strofinarsi la mano sulla parte posteriore del collo indica che è stata raccontata una bugia.

Avrai quindi già facilmente capito l’utilità di conoscere questa lingua che, per citare Paul Ekman, solo il 2% della popolazione è in grado di capire, nonostante tutti la parlino.

Per poter approfondire e compiere un altro passo nella scoperta del significato di questi messaggi, ti aspettiamo alla nostra prossima serata “Lie to me in cui scopri tutti gli strumenti per riuscire finalmente a decifrare questo codice misterioso!